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Secondo le indagini, il gruppo aveva inizialmente fornito stupefacenti alla vittima, per poi prendere possesso della sua casa, sottraendogli la pensione e limitandogli persino l’accesso al cibo. La giovane donna, soprannominata “ragazza unicorno” per essere stata sorpresa in passato a spacciare indossando una tuta multicolore con coda e cappuccio decorato, era tra i responsabili dell’estorsione.

Misure cautelari e libertà vigilata

Dopo la sentenza, i tre tunisini sono stati sottoposti all’obbligo di firma, mentre la ragazza è stata equipaggiata con il braccialetto elettronico. Uno di loro, non rispettando l’obbligo di presentarsi regolarmente in caserma, è finito agli arresti domiciliari.

La denuncia della vittima

L’uomo, che non si è costituito parte civile, aveva chiamato la Polizia di Stato denunciando la presenza di persone non autorizzate nella sua abitazione. Gli agenti avevano scoperto che il gruppo aveva trasformato l’appartamento in un centro di consumo e spaccio, sfruttando la dipendenza della vittima per giustificare indebite richieste di denaro e il controllo sulla sua vita.

Polizia

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