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Max Verstappen in azione in Australia
Max Verstappen in azione in Australia

Chi si è alzato alle 7 di questa mattina ha sicuramente visto un Gran Premio meno noioso dei precedenti. Incidenti, bandiere rosse, sorpassi, penalizzazioni, in Australia è successo di tutto. Nonostante questo, a vincere ancora una volta è stata la Red Bull di Max Verstappen, che sembra viaggiare indisturbato verso il terzo titolo iridato anche dopo soli tre Gran Premi. Dietro a lui è successo l’impossibile, con incidenti spettacolari (prima Albon, poi Gasly con Ocon), ritiri illustri (Leclerc nella ghiaia, Russell con il motore KO), ma soprattutto si è vista una FIA in difficoltà nelle scelte di gestione della gara, rea di aver neutralizzato la corsa due volte con la bandiera rossa quando sarebbe bastato l’ingresso della Safety Car.

Gli incidenti e le bandiere rosse

In effetti gli incidenti di Albon prima e Magnussen poi non avevano portato grandi danni alla pista, se non la presenza di molti detriti che sarebbero potuti essere puliti con il solo ingresso della Safety Car. La prima neutralizzazione di gara ha così danneggiato la rossa di Sainz, entrata una tornata prima a cambiare le gomme insieme a Russell, favorendo il resto dei piloti perché, durante la sosta forzata, sono riusciti a cambiare gli pneumatici senza perdere tempo e posizioni. La seconda bandiera rossa è invece arrivata dopo che Magnussen ha colpito le barriere, rotto sospensione e cerchio e lasciato numerosi detriti, tra cui un pneumatico, sul tracciato. Anche in questo caso la pista si sarebbe potuta ripulire in pochi minuti, sfruttando il regime di Safety Car. Il tutto poi ha portato al caos finale: alla ripartenza, Sainz è arrivato leggermente lungo ed ha colpito Fernando Alonso, facendolo andare in testacoda. Dietro è iniziato il parapiglia, con Alpha Tauri ed Alfa Romeo che si toccano, ma soprattutto le due Alpine che si urtano e finiscono entrambe a muro. Nel caos generale, Stroll, terzo arriva lungo e finisce nella ghiaia, Sainz riesce quindi a piazzarsi sul podio, prima dell’uscita della nuova bandiera rossa. 

La rabbia di Carlos Sainz

Rientrate tutte le vetture ai box, la classifica, all’inizio del 58° ed ultimo giro vede Verstappen primo, Hamilton secondo e Sainz terzo, mentre le Aston Martin sono fuori dai punti, come le Alpine. Qui arriva la decisione della Fia, che accontenta Red Bull e Aston Martin, ma finisce per penalizzare enormemente la Ferrari. Sainz infatti viene penalizzato di cinque secondi, da scontare a fine gara, gara da terminare in regime di Safety Car. Per la rossa una penalizzazione esagerata, che la costringe ad uscire dalla zona punti e terminare in dodicesima posizione, mentre Alonso, fuori dai giochi a due giri dalla fine, si ritrova sul podio. Esterrefatto Carlos Sainz, che non accetta la decisione, si rifiuta di parlare e chiede di andare a parlare con gli steward in Direzione gara.

Gli errori della FIA

La Ferrari, nonostante la responsabilità di Sainz nel contatto con Alonso sia evidente, ha ben ragione di lamentarsi. Se infatti la FIA ha riportato la classifica alle posizioni prima dell’ultimo via, ha effettivamente deciso di congelare quelle posizioni, riammettendo di fatto i piloti out e quindi perché penalizzare Sainz, visto che Alonso e Stroll si sono ripresi la loro posizione? E soprattutto, perché penalizzare Sainz dandogli 5 secondi di penalità da scontare in regime di Safety Car, falsando di fatto il risultato dello spagnolo, relegandolo fuori dalla zona punti? E cosa dire dell’Alpine, che all’ultimo start occupavano la zona punti ma che, avendo avuto l’incidente, non si sono potute presentare sotto la bandiera a scacchi, perdendo di fatto un doppio piazzamento in zona punti? Chi ne ha potuto approfittare e guadagnare posizioni sono le Aston Martin di Alonso e Stroll e la Red Bull di Perez. Decisioni che hanno fatto sorridere Michael Masi, direttore di gara fino a due anni fa, contestato fortemente quando vinse il titolo Max Verstappen nel 2021 ad Abu Dhabi, presente nel paddock in vacanza.

L’errore di Leclerc

Ed in tutto questo, che fine ha fatto Charles Leclerc? Il monegasco ha concluso il week end senza percorrere nemmeno un giro, terminando la sua corsa dopo sole tre curve dopo un contatto con l’Aston Martin di Lance Stroll. Per il pilota della Ferrari si è concluso amaramente un week end di gara incolore, dove ha evidenziato la sua insofferenza nei confronti di una Ferrari poco competitiva in questo inizio di stagione. Per lui, come piazzamento, solo un settimo posto in questa stagione.

La Ferrari migliora

Nonostante gli zero punti portati a casa in questo week end, le buone notizie per la Ferrari arrivano dal passo gara. Carlos Sainz è stato veloce durante tutta la durata della corsa, viaggiando con un passo simile se non più veloce a quello di Aston Martin e Mercedes. Irraggiungibile la Red Bull di Verstappen, dalla quale però ha ridotto sensibilmente i distacchi sul giro. Per la corsa di Baku la Ferrari è attesa da un ulteriore step di crescita, arriveranno importanti aggiornamenti che, si spera, le consentiranno di avvicinarsi a Verstappen.