Giudici di Pace in crisi: l'Ordine degli Avvocati di Monza lancia l'allarme
Carenza di magistrati e personale amministrativo, la giustizia di prossimità rischia la paralisi con la riforma del 2025
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La situazione in Lombardia appare particolarmente grave, con scoperture d'organico che hanno raggiunto livelli critici, in linea con quanto sta accadendo nel resto del territorio nazionale. Il foro monzese sottolinea come questa condizione rappresenti una seria lesione dei diritti fondamentali di cittadini e imprese, specialmente in un territorio a forte vocazione produttiva come quello lombardo, dove ritardi e inefficienze nei procedimenti giudiziari possono avere ripercussioni economiche significative.
L'ombra della riforma di ottobre 2025
Ad aggravare ulteriormente il quadro già preoccupante si profila all'orizzonte l'imminente ampliamento delle competenze assegnate agli Uffici del Giudice di Pace, previsto per il 31 ottobre 2025. Gli avvocati monzesi avvertono che, senza un adeguato potenziamento delle risorse umane e strutturali, l'entrata in vigore della riforma potrebbe provocare una paralisi totale del settore. L'incremento del carico di lavoro risulterebbe insostenibile per uffici che già oggi operano in condizioni di estrema difficoltà.
In questo contesto, l'Ordine degli Avvocati di Monza si è unito agli altri Ordini forensi lombardi nella richiesta urgente di una proroga della riforma e di interventi immediati per garantire il reperimento di risorse adeguate al funzionamento degli uffici.
Un appello per salvare la giustizia di base
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I professionisti del settore ribadiscono con forza la necessità di un intervento tempestivo per scongiurare il collasso della giustizia di primo livello. Il Giudice di Pace rappresenta infatti un fondamentale punto di riferimento per la risoluzione di numerose controversie civili e penali che, pur essendo di modesta entità dal punto di vista economico, hanno un impatto significativo sulla vita quotidiana dei cittadini.
Il rischio concreto, secondo quanto denunciato dagli avvocati, è che l'inefficienza giudiziaria finisca per danneggiare l'intero tessuto economico e sociale della regione, compromettendo la fiducia nelle istituzioni e indebolendo la competitività del sistema produttivo lombardo.
L'appello rivolto al Ministero della Giustizia è chiaro e diretto: servono risorse, giudici e personale amministrativo per evitare che il Giudice di Pace si trasformi in un "tribunale fantasma", incapace di garantire la giustizia nei tempi e nei modi previsti dalla legge.