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La sindrome dei grandi stadi colpisce ancora una volta il Monza, che comunque esce a testa alta dalla gara con la Lazio, perdendo solo di misura. Senza subire quel fardello di gol che avevano caratterizzate le trasferte precedenti al Maradona, all’Olimpico e a San Siro. E, soprattutto nel primo tempo, fornendo una prestazione di gran spessore davanti ad una squadra che oggi è col Milan la seconda forza del campionato. Anche stavolta, dopo gli episodi che hanno privato i biancorossi di Pablo Marì e Sensi, la dea bendata mostra le spalle agli uomini di Palladino. Il bellissimo gol di Petagna, a conclusione di un’azione spettacolare, viene annullato per un fuorigioco talmente millimetrico che comporta amarezza, rimpianto e delusione. Davvero un peccato, la gara avrebbe probabilmente preso una piega diversa. Detto questo, mi sembra doveroso analizzare il perché il Monza torni da Roma senza punti nonostante la pregevole prestazione. Trovo un raffronto importante tra la gara di Empoli e quella con la Lazio. Stessa netta superiorità di possesso palla, stesso punteggio finale, stessa difficoltà a creare opportunità sotto porta. La statistica dice addirittura che il Monza ha tirato una sola volta nello specchio della porta laziale, in occasione del gol poi annullato a Petagna. Ma quel che più mi ha colpito è la genesi identica dei gol subiti da Haas e da Romero. Stessa incertezza del duo Ciurria-Marlon, stesso batti e ribatti davanti a Di Gregorio (che a Roma commette la prima sfortunata mezza incertezza del suo finora ottimo campionato). Mentre su schemi e sovrapposizioni difensive si può lavorare per fare meglio, occorre trovare soluzioni per concretizzare tutto quanto di buono si riesce a fare fino al limite dell’area avversaria. “Ci manca l’ultimo passaggio” ha dichiarato mister Palladino a fine gara. Totalmente d’accordo con lui. Ma forse occorre riflettere anche sul fatto che soltanto 4 delle 13 reti all’attivo del Monza sono state firmate dagli attaccanti. E’ un dato su cui meditare ed il tempo per farlo ci sarà abbondantemente a partire da domenica sera, dopo la partita con la Salernitana. Alla ripresa del campionato dopo il Mondiale aspetteremo i rientri di Pablo Marì e Sensi dall’infermeria. Ma per il reparto avanzato l’attesa è per qualcuno che dovrà provenire dal…mercato. Paolo Corbetta