x

x

I quattro indagati hanno messo in atto un piano criminoso articolato e spietato. Inizialmente, hanno avvicinato la vittima fornendogli droga, per poi gradualmente impossessarsi del suo appartamento e trasformarlo in un centro di spaccio. Non contenti, hanno iniziato a sottrarre sistematicamente la pensione della vittima, negandogli persino il minimo sostentamento alimentare.

Le conseguenze legali

tribunale

La giudice Elena Sechi ha emesso un verdetto significativo. Tre dei quattro imputati sono stati condannati a tre anni di reclusione, mentre la "ragazza unicorno" ha patteggiato una pena di due anni, nove mesi e dieci giorni. Quest'ultima, già nota alle cronache per episodi di spaccio avvenuti nei pressi della stazione ferroviaria di Monza, è stata identificata per il suo bizzarro abbigliamento: una tuta pelosa multicolore con una coda e un'appendice sul cappuccio.

La situazione attuale

Dopo la sentenza, gli imputati hanno ottenuto misure alternative alla detenzione. La giovane donna è sottoposta a braccialetto elettronico, mentre gli altri hanno l'obbligo di firma. Un dettaglio significativo riguarda uno degli imputati che, non presentandosi regolarmente in caserma, ha visto inasprire la propria misura con gli arresti domiciliari.

Il racconto della vittima

La vittima, non costituitasi parte civile, ha denunciato la situazione alle forze dell'ordine descrivendo l'occupazione del proprio appartamento. L'abitazione era divenuta un vero e proprio quartier generale per il consumo e lo spaccio di sostanze stupefacenti, con i quattro indagati che approfittavano della vulnerabilità del disabile.