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Alessio Tavecchio ricorda il suo drammatico incidente

Il 5 dicembre 1993, mentre Tavecchio si recava in moto al Parco di Monza, stava guidando a 50 chilometri orari quando prese una buca non segnalata a causa di lavori in corso e si ribaltò. Cadde sulla schiena, lesionando due vertebre e il midollo spinale, e finì in coma.

Nonostante la buca non segnalata potesse sembrare una responsabilità altrui, spiegò che la causa si concluse con un patteggiamento. I soccorritori, arrivati sul posto, notarono che non indossava il guanto sinistro e che la visiera del casco era sollevata. Raccontò che, come faceva abitualmente, abbassò lo sguardo per un secondo e non vide la buca.

Al risveglio dal coma, ricordò di aver toccato le gambe, constatando che erano integre, ma non riusciva a muoverle. Inizialmente provò rabbia nei confronti del mondo, ma successivamente trovò la forza di trasformare quella disgrazia in un'opportunità: 

Come? Lo sport mi è servito moltissimo, ho ripreso a nuotare. Nel 1996 ero ad Atlanta alle paralimpiadi dove sono arrivato in finale.

Alessio Tavecchio commenta il nuovo codice della strada

Tavecchio ha parlato coi ragazzi del nuovo codice della strada, dispensando anche consigli

Cosa ne penso del nuovo codice della strada? Giusto punire l’uso del telefonino. Bene anche l’obbligo del casco per chi viaggia in monopattino anche se non ci sono i decreti attuativi, però ancora una volta non è obbligatorio l’uso del paraschiena per chi va in moto. Cosa consiglio ai giovani che stanno per prendere la patente? Di fare anche un corso di guida sicura.

Alessio Tavecchio
Foto www.corriere.it

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