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La giornata ha offerto un’ampia varietà di giochi pensati per coinvolgere grandi e piccoli. I partecipanti si sono cimentati in attività come il tiro con l’arco, il badminton, il ping-pong e il tiro ai barattoli, mentre i più piccoli hanno potuto divertirsi con palloncini colorati, un angolo dedicato al trucco e spazi per il disegno. 

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Queste attività, semplici ma significative, hanno permesso ai detenuti di vivere momenti di leggerezza e affetto con i loro figli, creando ricordi preziosi in un contesto spesso difficile. Il progetto, che nella scorsa stagione ha registrato oltre 700 ore di attività nelle carceri di Monza e della provincia di Milano, si conferma un’occasione unica per promuovere il benessere e il dialogo familiare.

Lo sport come strumento educativo e di supporto

Massimo Achini, presidente del CSI Milano, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa, evidenziando il valore dello sport come mezzo per costruire relazioni più profonde. “La sfida oggi non è riuscire, anche negli istituti di pena, a rendere lo sport uno strumento educativo: attraverso la giornata genitori-figli siamo stati in grado di creare un contatto speciale tra le famiglie; più stretto, umano e sicuramente differente da quello che si instaura abitualmente durante i colloqui”, ha dichiarato Achini. 

Anche Cosima Buccoliero, direttrice della Casa Circondariale di Monza, ha espresso il suo apprezzamento per il progetto, sottolineando il ruolo dello sport nel supportare i detenuti. “Lo sport in carcere, tanto sostenuto per il benessere psico-fisico che promuove, è diventato anche uno strumento educativo importante per sostenere i detenuti nel ruolo genitoriale e accompagnarli a vivere esperienze di segno positivo con le loro famiglie”, ha commentato.