Brianza, il domani prende forma con Assolombarda: svelato l'ambizioso piano
Infrastrutture e formazione al centro dell’agenda

Il cuore del progetto si concentra su bisogni chiari. Da una parte ci sono le infrastrutture, fondamentali per tenere il passo di un’economia dinamica: si parla del completamento della Pedemontana e dell’allungamento delle linee metropolitane milanesi 1 e 5, per collegare meglio la Brianza al resto della regione. Dall’altra c’è la formazione, un tema urgente.

I numeri dicono che oltre la metà dei profili richiesti dalle aziende – il 51,8% – è difficile da trovare. Per questo, Assolombarda punta su percorsi di alta specializzazione: Its, Academy aziendali e licei steam, con un focus su scienze e tecnologia, per preparare i giovani alle professioni del futuro. È un investimento sul capitale umano, indispensabile per non perdere terreno in un mondo che cambia rapidamente.
Territorio e opportunità: welfare, turismo e non solo
L’agenda non si ferma all’economia pura, ma abbraccia anche il tessuto sociale e culturale della Brianza. Si parla di rafforzare il welfare e il terzo settore, per rendere il territorio più inclusivo e vivibile. E poi c’è il turismo, una leva da sfruttare meglio valorizzando tre gioielli locali: la Villa Reale, il Parco e l’Autodromo. Questo trittico potrebbe diventare un motore di attrazione, unendo storia, natura e adrenalina.
L’evento di presentazione sarà moderato da Antonio Calabrò, presidente della Fondazione Assolombarda e di Museimpresa, e vedrà intervenire nomi di peso: dal sociologo Aldo Bonomi, che con AAster ha guidato il progetto, ad Alessandro Spada, presidente di Assolombarda, fino a Gianni Caimi, alla guida della sede territoriale di Monza e Brianza. Ci saranno anche politici e Andrea Pontremoli, amministratore delegato di Dallara, che condividerà la sua visione in un’intervista con Calabrò.
La lezione di Pontremoli: competere insieme
Andrea Pontremoli ha offerto uno spunto che fa riflettere. Per lui, il mondo sta cambiando a una velocità mai vista, e nessuna azienda può farcela da sola. La tecnologia e i ritmi di oggi chiedono di unire le forze, perché la competitività di un’impresa dipende da quella del territorio in cui opera.
È una svolta rispetto al passato, quando il vantaggio stava nei costi bassi o nelle materie prime. Ora, dice Pontremoli, il vero potere è nel sapere, nel “know how”. La Brianza, con le sue imprese e la sua storia, ha la chance di essere al centro di questa rivoluzione, a patto di lavorare insieme. Un’opportunità da cogliere, per trasformare il territorio in una destinazione non solo economica, ma anche di idee e futuro.