Alessandro Nesta, il più monzese tra i romani
L’aria a Monza ha un sapore diverso quando il calcio si intreccia con le storie di uomini veri.

Alessandro Nesta e il calcio a Monza: una sfida senza fronzoli
In pochi avrebbero accettato la panchina del Monza in una stagione complicata come quella appena vissuta. Alessandro Nesta, invece, l’ha fatto senza proclami, con un contratto annuale e zero garanzie. Niente campagne acquisti scintillanti, pochi proclami e tante difficoltà: una scelta di cuore e di coraggio. Ha guidato un gruppo spesso fragile, restando saldo anche quando la classifica faceva paura.
Il suo modo di comunicare, diretto e senza maschere, ha conquistato i cronisti e anche molti tifosi. Ha parlato sempre con sincerità, raccontando il suo calcio con parole semplici, ma profonde. In campo come in conferenza stampa, ha portato avanti la sua idea senza piegarsi alle pressioni, anche nei momenti peggiori.
Un uomo solo contro le difficoltà del Monza Calcio
Ho imparato ad apprezzare Alessandro Nesta, il mister e l’uomo. Pochi allenatori di rango avrebbero scelto Monza nell’ultima annata, complicata e tribolata sin dal suo avvio. Lui, il campione, ha accettato la sfida siglando un contratto annuale, nelle paventate difficoltà, senza una campagna acquisti roboante e di livello, al buio senza un progetto a lungo termine. Per mesi ci ha messo la sua faccia con dignità, è stato l’unico volto, lasciato solo anche nelle sconfitte immeritate. Ha tenuto la barra dritta con mare grosso, guidando nelle avversità una rosa apparsa nei momenti topici fragile a livello mentale. Il suo linguaggio diretto senza fronzoli e l’intercalare del romanesco in sala stampa hanno alimentato il rispetto dei cronisti, raccontando il suo calcio con semplicità, senza ipocrisie.
È stato prima cacciato e poi richiamato, ha onorato il contratto nelle difficoltà divenute impervie da una campagna acquisti di gennaio, a dir poco sciagurata. L’ultimo posto in graduatoria, forse, non lo meriterebbe; le maggiori responsabilità sono da ricercarsi altrove. Questa delusione, lo so, lo forgerà come la sconfitta cocente del suo Frosinone contro lo Spezia di Vincenzo Italiano nella finale playoff di Serie B (stagione 2020-2021).
Probabilmente sarà un addio, ma in questi mesi, lui romano di Cinecittà, è stato il più monzese dei monzesi. L’onore delle armi lo dovrebbero concedere anche i suoi critici più vivaci. Giù il cappello dinnanzi a un campione sul green, un uomo schietto e sincero fuori dal campo.
Condivido la domanda di questo pomeriggio dell’amico Marco Capriotti. La risposta di Nesta è da ascoltare.
Emanuele Perego
Lunedì torna Monza una città da serie A
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